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Sabato 22 agosto, il triste giorno del ritorno. La sveglia alle 9 e dopo la colazione il rito della valigia. Abbiamo fattoil check-out dall'ostello alle 10:45 e ci siamo incamminati verso la stazione cercando il primo taxi a disposizione. Cazzarola, di taxi dalla nostra parte non ne passavano, erano tutti nell'altra direzione ma alla fine, dopo aver camminato un bel po, lo abbiamo finalmente trovato. La mia enorme valigia non entrava nel portabagagli e dopo qualche inutile tentativo, l'abbiamo fatta "salire" davanti mentre io e Simone dietro, come una coppietta. Non eravamo sicuri sull'orario dell'autobus che ci doveva portare a Katowice ed avendolo detto al tassista, questo ha iniziato a rompere le palle che ci voleva accompagnare lui. Non l'avessi mai fatto! Alle 11:10 eravamo in stazione e l'autobus era in partenza per le 11:30. Perfetto. Il nostro viaggio proseguiva con l'arrivo in aeroporto alle 13 in punto e dopo i controlli personali abbiamo avuto anche finalmente del tempo per mangiare qualcosa, il classico muffin da aeroporto. Quando si dice il caso.. In due settimane di vacanza non abbiamo conosciuto nessuna ragazza e sull'aereo del ritorno conosco una delle più belle e simpatiche che abbia mai incontrato. Al momento di salire in aereo, siamo abbastanza indietro e cerco di sbrigarmi. Vedo una ragazza bellissima che era stata fermata dal personale perché aveva il notebook ed una cartellina fuori dal bagaglio e le era stato intimato di mettere tutto dentro al trolley pena il pagamento di una sanzione. Giuro che avrei voluto fermarmi ad aiutarla ma sono stato troppo egoista ed ho preferito entrare per cercare uno dei pochissimi posti sopra le ali, gli unici in cui riesco a stare comodo a causa delle mie lunghe gambe. Sono riuscito a farle solamente un sorriso ed una battuta di incoraggiamento, sicuro che non l'avrei più rivista se non da lontano, in aereo o quando saremmo scesci. Salgo in aereo e per fortuna c'erano ancora posti liberi sulle uscite d'emergenza centrali. Anzi, la fila in cui mi ero seduto era addirittura tutta libera. Metto a posto la valigia nella cappelliera, mi sistemo vicino al finestrino e sento una voce femminile che mi chiede se fosse libero il posto vicino al mio. Incredibile ma... era lei! Diceva di essere polacca di Wroclaw e di non parlare bene l'italiano ma in quell'ora e mezza di volo non è stata zitta un momento. Il suo nome era Justina e veniva in Italia perché stava studiando e lavorando da noi ma soprattutto perché aveva un fidanzato italiano (come l'ho invidiato!). Purtroppo il volo era finito ed alle 17:40 ci siamo dovuti salutare. Lei se n'è andata co il ragazzo che era venuto a prenderla ed io con... Simone. Quando l'ho risentita, dopo qualche giorno, mi ha detto che il ragazzo era andato a prenderla un po brillo ed aveva dovuto guidare lei per andare tornare a casa. Le tappe successive del lungo rientro sono state: la stazione di Forlì alle 18:20, raggiunta con un taxi a prezzo fisso dall'aereporto (che non arrivava mai) preso insieme ad una coppia di fidanzati per risparmiare tempo e denaro, ed il treno per casa che sarebbe dovuto partire alle 19:00 ma che si è presentato con 20 minuti di ritardo. Alle 21:18 eravamo alla stazione di Civitanova Marche dove ci attendeva mio padre ed alle 21:40 la vacanza era definitivamente terminata. Le foto del giorno Clicca per ingrandire e leggere il commento |
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